12 COSE CHE NON TI HANNO DETTO SU ADOLF HITLER E LA GERMANIA NAZIONALSOCIALISTA

 

……E CHE NON TI DIRANNO MAI

Adolf Hitler nacque in una famiglia della classe media, la quale, durante i suoi primi anni di vita, attraversò un difficile  periodo di gravi difficoltà economiche. Dopo avere combattuto nella Prima Guerra Mondiale, il 30 gennaio 1933 si ritrovò a capo del governo tedesco, realizzando il sogno coltivato da ogni persona povera e della classe madia, che nutre grandi ambizioni.

Conosciamo tutti la storia di Hitler che gli Stati Uniti vorrebbero farci credere vera: Hitler è stato dipinto come una delle persone più “malvagie” apparse sulla Terra,  responsabile del massacro di milioni di ebrei innocenti. Tale storia è stata riecheggiata da Hollywood per decenni e si può dire con certezza che sono stati spesi miliardi di dollari  per fornirci un ritratto del regime nazionalsocialista, che separa con una linea retta il bene dal male. E se ciò non fosse del tutto esatto?

Dopo aver esaminato i lavori di altri che hanno documentato la Storia in modo imparziale, così come quelli di coloro che hanno intervistato persone che hanno lavorato e vissuto a fianco di Hitler, sono emerse prove convincenti che dimostrano che ciò che ci è stato detto è estremamente inesatto. Si impone pertanto la necessità di un completo riesame di Hitler e della Germania nazionalsocialista e da questo riesame emerge una storia ben diversa da quella che ci è stata propinata.

Ecco 12 cose che non ti hanno detto su Adolf Hitler e la Germania nazionalsocialista

1 – Hitler si liberò dai cartelli bancari internazionali

Quando Hitler assunse la carica di Cancelliere della Germania, il popolo tedesco non aveva denaro, non aveva lavoro e soffriva la fame. All’epoca, una carriola piena di banconote per 100 miliardi di marchi non poteva comprare una pagnotta di pane e molti tedeschi vivevano in fatiscenti baracche dopo che innumerevoli case e fattorie erano state confiscaete dalle banche controllate dalla cricca Rothschild-Rockefeller.

Nel suo libro del 1967 “Magia di denaro”, il presidente della Reichsbank di Hitler, il dottor Hjalmar Horace Greeley Schacht, rivela il grande segreto:

“La drammatica svalutazione del marco inziò subito dopo che la Reichsbank fu “privatizzata”, ovvero consegnata a investitori privati”.

In altre parole, responsabile dell’iperinflazione del dopoguerra non fu il governo tedesco, ma piuttosto la Banca Centrale, divenuta di proprietà privata in Germania, e il monopolio che essa aveva sulla creazione del denaro. L’economia tedesca fu bloccata e devastata dai banchieri… e ciò perdurò fino all’avvento di Hitler.

Dopo la sua elezione, Hitler si rifiutò di giocare con le regole dei Rockefeller-Rothschild e uno dei suoi primi provvedimenti fu risanare il sistema finanziario corrotto e basato sul debito. Escludendo completamente  i cartelli bancari internazionali, il governo nazionalsocialista emise una propria valuta conosciuta come Reichsmark, libera dal debito e incontrollabile dalla finanza internazionale.

Finanza senza debito = Libertà

Se l’America nazionalizzasse la sua moneta come fece Hitler per la Germania, avrebbe di fatto reciso tutti i legami con i banchieri internazionali, eliminato la loro manipolazione del governo e dell’economia, e vivrebbe senza debiti. Proprio come Hitler emise una valuta senza debiti per la Germania, Abraham Lincoln, quando era Presidente,  istituì un sistema bancario libero da interessi negli Stati Uniti e fu assassinato per questo. L’ex presidente degli Stati Uniti Andrew Jackson emise una valuta senza interessi e, pur sopravvivendo, si prese due colpi di pistola alla testa in un tentativo di assassinio. John F. Kennedy emise una valuta senza interessi durante la sua presidenza e sappiamo tutti come è prematuramente scomparso.

Dopo la creazione del sistema bancario pubblico tedesco, l’ebraismo mondiale  rispose dichiarando guerra alla Germania e promuovendo il boicottaggio dei prodotti tedeschi in tutto il mondo. Ciononostante, nel giro di due anni, l’economia tedesca divenne fiorente con la sua nuova moneta stabile e priva di inflazione.

2 – Hitler creò un’economia fiorente senza disoccupazione

Dopo aver creato un sistema bancario pubblico, Hitler iniziò il suo governo costruendo nuove strade, ponti, dighe, canali, strutture portuali e ristrutturando edifici pubblici e privati che ne avevano grande necessità.

Tutto fu fatto con denaro pubblico che non doveva alcun interesse alla finanza internazionale. Come disse Hitler: “Per ogni marco emesso, abbiamo richiesto l’equivalente di un marco di lavoro o di beni prodotti”.

Quindi il governo nazionalsocialista incoraggiò le donne a svolgere il ruolo di casalinghe, e tutto il lavoro per riparare e migliorare le infrastrutture e i trasporti del paese fu riservato agli uomini. In tal modo il problema della disoccupazione fu risolto nel giro di due anni e la Germania si rimise in piedi.

Spesso è stato affermato che il successo di Hitler nel rilanciare l’economia della sua nazione si basava in gran parte sulla spesa pubblica per il riarmo. Questo è falso. Come ha osservato il noto storico britannico A.J.P. Taylor: “La ripresa economica della Germania, che fu completata nel 1936, non si basò sul riarmo; fu prodotta principalmente da una copiosa spesa per le opere pubbliche, in particolare per le autostrade, e questa spesa pubblica stimolò anche quella privata, come [l’economista britannico John Maynard] Keynes aveva predetto che sarebbe successo. …Mentre quasi tutti gli altri in Europa si aspettavano un grande guerra, Hitler era l’unico che non l’aspettava e non la progettava”.
A. J. P. Taylor, “From Sarajevo to Potsdam” (Harcourt Brace Jovanovich, 1975), p. 140.

3 – Hitler incentivò il rispetto per le donne e i bambini e i forti vincoli familiari

A causa delle le difficoltà economiche di cui soffriva prima della presa del potere da parte di Hitler, la Germania assisteva ad un forte calo delle nascite. Nel 1933 Hitler emanò una legge che permetteva alle coppie sposate di ottenere prestiti senza interessi per un minimo di 1.000 Reichsmark (pari a 9 mesi di uno stipendio medio) per mettere su casa e creare una famiglia.

Per ogni bambino nato, la coppia era autorizzata a trattenere 250 marchi e a non doverli restituire. Questo sistema innovativo dal governo nazionalsocialista esiste ancora oggi in Svizzera. Agli occhi dei nazionalsocialisti, le donne erano viste come le tutrici della tribù, le custodi delle generazioni future, e le sacerdotesse della virtù domestica.

Riconoscendo che le famiglie sono l’unità primaria attorno alla quale si costruisce una sana comunità, Hitler, animato dalla sua alta considerazione per la figura della madre, incoraggiò e valorizzò il mantenimento di forti vincoli tra i compomenti di una famiglia.

Le famiglie povere furono aiutate finanziariamente con assegni familiari, prestiti matrimoniali e sussidi per i figli, elargiti in ugual misura ad ogni segmento della società.

4 – Hitler promosse la tutela dell’ambiente e degli animali

Sotto il regime nazionalsocialista, maltrattare un animale era considerato un crimine efferato, e quelli che vennero scoperti a farlo, furono inviati nei campi di concentramento. Avendo una grande considerazione per gli animali, Hitler mostrò grande attenzione per essi ed in particolare per quelli originari della Germania, emanando leggi che ne garantivano la sicurezza e il benessere.

Nel 1934 Hitler approvò una legge chiamata Reichsjagdgesetz (legge sulla caccia nel Reich), che stabiliva il numero massimo di animali che potevano essere uccisi nell’anno, e delimitava la “stagione di caccia”. Questa legge è stata ora adottata dalla maggior parte dei Paesi occidentali.

La tutela degli animali fu inclusa nei programmi scolastici primari, secondari e universitari, e nel 1935 fu emanata la Reichsnaturschutzgesetz (legge sulla protezione della natura) che inserì diverse specie autoctone, tra cui il lupo e la lince euroasiatica, in una lista di protezione. È probabile che questa legge abbia salvato dall’estinzione alcune specie di animali selvatici.

I nazionalsocialisti furono anche i primi in assoluto ad emanare leggi per la tutela dell’ambiente. Nel 1935 fu approvata la legge sulla protezione delle zone che dovevano restare in natura libera, “la cui conservazione, a causa della rarità, della bellezza, particolarità o importanza di carattere scientifico, etnico, forestale o venatorio è di interesse generale”.

“E’ doveroso conoscere la leggi della natura, perché questo ci permette di rispettarle. Agire diversamente significherebbe ribellarsi al cielo”. Adolf Hitler.

5 – Hitler vietò la sperimentazione sugli animali (vivisezione)

La Germania nazionalsocialista è stata la prima nazione al mondo a vietare la vivisezione, ovvero qualsiasi sperimentazione su animali vivi. Con la sua grande attenzione alla conservazione degli animali e al loro trattamento umano, nel mese di aprile 1933 fu emanato il divieto assoluto di ricorrere alla vivisezione.

Il primo ministro della Prussia Hermann Goring disse: “Un divieto assoluto e permanente della vivisezione non è solo una legge necessaria per proteggere gli animali e per mostrare comprensione per il loro dolore, ma è anche una legge per l’umanità stessa…. Io ho quindi annunciato l’immediata proibizione della vivisezione e ho reso questa pratica punibile penalmente in Prussia. Fino a quando non sarà pronunciata la condanna, il colpevole sarà relegato in un campo di concentramento».

6 – Hitler finanziò la ricerca dell’ “energia pulita”

 

Hitler era ben consapevole che per sottrarsi veramente alla malversazione economica della finanza internazionale avrebbe dovuto eliminare la dipendenza della Germania dal petrolio. Per la vera sovranità era necessaria una inesauribile fonte di energia non monopolizzata dai cartelli del denaro privato e tale fonte egli cercava.

Questa ricerca portò la Germania a sviluppare quella che è stata chiamata la “campana nazionalsocialista”, descritta dall’autore Joseph P. Farrell come “un dispositivo di fisica iperdimensionale studiato sotto gli auspici dei dipartimenti SS Entwicklungstelle-IV, Forschung, Entwicklung und Patente e Kammlerstab, che, sotto la guida dell’Obergruppenführer SS Hans Kammler si occupava della progettazione di armi super-segrete“.

Secondo Farrell, “la missione dell‘Entwicklungstelle IV era quello di sviluppare energia libera e per rendere la Germania indipendente dal petrolio straniero”.

La campana nazionalsocialista fu progettata, sempre secondo Farrell, per un triplice scopo:

  1.                       Indipendenza energetica
  2.                       Tecnologia di propulsione avanzata
  3.                       Arma di enorme potenza.

Nel suo libro Babylon’s Banksters, Joseph P. Farrell rivela che dopo la guerra gli Stati Uniti hanno fatto ogni sforzo per ricomporre il gruppo delle persone che avevano lavorato alla Campana nazionalsocialista al fine di poter sviluppare tale tecnologia per se stessi.

7 – I lavoratori tedeschi erano ben trattati

Con l’obiettivo di migliorare il tenore di vita di tutti i cittadini tedeschi di qualsiasi ceto, Adolf Hitler incoraggiò la spirito di onestà, cameratismo e serenità, finanziando numerosi programmi per il benessere dei lavoratori, tra cui:

  • viaggi di vacanza internazionali a prezzi modestissimi;
  • 134.000 eventi teatrali e musicali per 32 milioni di persone (solo tra il 1933 e il 1938);
  • 2 milioni di persone andarono in crociera e 11 milioni a teatro;
  • ad ogni cittadino fu consegnato un apparecchio radio;
  • la settimana lavorativa fu ridotta a 5 giorni per tutti cittadini;
  • fu istituita l’assistenza sanitaria gratuita per tutti;
  • furono vietati i Sindacati, e tutti i lavoratori e i datori di lavoro furono obbligatoriamente fatti confluire nel Deutsche Arbeitfront (Fronte tedesco del lavoro) con l’obiettivo di eliminare la lotta di classe e comporre in modo imparziale e pacifico le vertenze sorte nell’ambito del lavoro, senza ricorrere agli scioperi, che furono vietati;
  • Ogni grande fabbrica doveva fornire aree di riposo, caffetterie, spogliatoi, campi sportivi e piscine per i propri dipendenti.

Durante il Terzo Reich, i lavoratori tedeschi furono trattati meglio che in qualsiasi altro periodo, precedente o seguente.

8 – Produzione industriale e agricola programmata

In contrapposizione alla dottrina economica americana, che postula una produzione finalizzata al perseguimento del massimo profitto, Hitler avviò una politica di autosufficienza, il cui scopo era quello di produrre solo ciò che era necessario ai tedeschi. L’obiettivo del governo nazionalsocialista era produrre per il proprio paese tutto ciò di cui il popolo tedesco aveva bisogno per soddisfare le proprie esigenze, senza dover ricorrere alle importazioni dall’estero.

Oltre alla programmata fabricazione di beni materiali, furono adottati provvedimenti legislativi riguardanti l’agricoltura, affinché essa producesse ciò di cui i tedeschi avevano bisogno e non ciò che era più redditizio. In cambio, il governo  risarcì gli agricoltori per la perdita di profitto e ad essi furono date garanzie che tutto ciò che era stato coltivato sarebbe stato acquistato.

9 – Hitler eliminò la criminalità e migliorò la salute del popolo tedesco

Dando lavoro a disadattati e criminali, Adolf Hitler fu in grado di ridurre il tasso di criminalità in Germania. Nel suo libro del 1976 ”The twelve-year Reich”, l’autore R. Grunberger ha affermato che ci furono cali significativi nei tassi di omicidio, rapina, furto, appropriazione indebita e borseggio durante gli anni del governo di Hitler.

Molti stranieri, tra cui Sir Arnold Wilson, il deputato britannico che visitò la Germania sette volte dopo che Hitler era salito al potere, rimasero colpiti dal miglioramento della salute dei tedeschi e dalla loro accresciuta fiducia nel futuro.

“La mortalità infantile è notevolmente diminuita ed è assai inferiore a quella della Gran Bretagna”, ha scritto Wilson. “La tubercolosi e altre malattie sono state notevolmente ridotte. Il tribunali penali non hanno mai avuto così poco da fare e le carceri non hanno mai avuto così pochi occupanti. È un piacere osservare l’attitudine fisica del giovani tedeschi. Anche le persone più povere sono vestite meglio rispetto al passato e i loro volti allegri testimoniano il miglioramento psicologico che si è prodotto in loro”.

10 – Nessun cittadino tedesco morirà per la fame o per il freddo

Un principio fondamentale nella Germania dell’epoca era che tutti i cittadini dovevano condividere lo stesso tenore di vita. Con questo obiettivo, la Germania nazionalsocialista vantava uno dei più grandi programmi di assistenza pubblica della storia, con il motto: “Nessuno morirà di fame o di freddo”. Ogni anno, i nazionalsocialisti e i cittadini di alto rango scendevano in strada per raccogliere oboli  per gli indigenti, in ossequio a un sentimento di cameratismo verso i bisognosi.

I nomi di coloro che non versavano l’obolo venivano pubblicati sui giornali come un punizione o promemoria della loro negligenza. Secondo quanto riferisce Mark Weber, direttore dell’Institute for Historical Rewiew: “In un’occasione, un funzionario pubblico fu perseguito per la mancata donazione, e la sua tesi che essa era volontaria fu respinta con la motivazione che costituiva una visione estrema della libertà finalizzata a trascurare tutti i doveri non tassativamente prescritti dalla legge, e quindi un abuso della libertà”.

11 – La campagna nazionalsocialista contro il fumo

I medici nazionalsocialisti sono stati i primi a redigere un importante documento scientifico che collega il fumo al cancro ai polmoni. In seguito a questo rapporto, il fumo fu vietato nei ristoranti e sui mezzi di trasporto pubblico. La pubblicità del fumo e delle sigarette fu severemante regolata dai nazionalsocialisti, e la tassa sul tabacco fu aumentata per dissuadere le persone dal fumare. Nell’ambito di quella che fu una delle più costose ed efficaci campagne contro il fumo della storia, numerose organizzazioni sanitarie tedesche iniziarono educare il pubblico contro i rischi di aborto spontaneo per le donne che fumavano in gravidanza.

Nel 1940, mentre il consumo annuale di sigarette pro-capite in America era di oltre 3.000, in Germania era solo di 749.

  • Hitler proibì la vendita di sigarette alle donne.
  • Hitler proibì di fumare ai minori di 18 anni.
  • Hitler proibì di fumare ai militari in uniforme.
  • Hitler proibì di fumare nei luoghi pubblici.
  • Hitler fu il primo a collocare sulle scatole delle sigarette foto che mettevano in guardia i fumatori dal pericolo di cancro ai polmoni.

12 – I Nazionalsocialisti crearono una cultura che apprezzava la musica

Riconoscendo l’importanza di inserire la musica nel tessuto di un paese ricco di cultura, Hitler fondò nel 1933 l’Istituto Musicale di Stato. Il suo scopo era quello di valorizzare l’opera senza tempo di compositori come Beethoven, Mozart, Brahms, Wagner e altri. I nazionalsocialisti si assicurarono che ogni cittadino tedesco avesse un apparecchio radio.

I giovani furono incoraggiati dal governo nazionalsocialista ad intraprendere la carriera musicale al fine di preservare l’antico ricco patrimonio culturale tedesco. Jazz, swing, e la musica sessualmente provocatoria furono banditi dalla Germania durante l’era hitleriana.

 

Tradotto dall’inglese

Tratto da: https://nseuropa.blogspot.com

 

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