DECIMA !!!

E’ il grido di battaglia che ancora oggi terrorizza i rossi e i lori accoliti, la cui congenita ottusità è tale che se a Natale vedono scritta da qualche parte la formula inglese Xmas……vedono rosso; ed è il grido di battaglia che provoca un pudico imbarazzo nei “destri” e nei “destrorsi”, i quali, da sempre dediti ad adescare “fascisti” o presunti tali per carpirne i voti, sono altresì molto attenti a non contaminarsi con qualsiasi cosa che abbia a che fare in qualche modo col Fascismo, esattamente come le prostitute che vanno a caccia dei clienti strizzandolo loro l’occhio e poi ovviamente usano il preservativo.

Naturalmente la quasi totalità degli uni e degli altri della Decima Mas non sa un’accidente: ne hanno sentito parlare confusamente talvolta qua e là e sempre con connotazioni negative, che l’associano al Fascismo e al fatto che, durante il periodo della guerra in Italia, i suoi uomini hanno giustiziato non pochi banditi e terroristi “resistenziali”, come stabilito dal diritto bellico.

E allora è utile e doveroso rammentare, sia pure in maniera necessariamente molto succinta, la storia di quella che probabilmente fu la più gloriosa formazione militare dell’Italia moderna e che, con l’eroismo dei suoi uomini, riscattò l’onore macchiato in guerra dai vertici della Marina, alla quale peraltro essa apparteneva.

I numeri ne danno conferma più di qualsiasi parola:

–  tra il 1940 e il 1943 le navi di superficie italiane, con 7 corazzate, 7 incrociatori pesanti, 17 incrociatori leggeri e un organico di 129.000 uomini, in circa 30 scontri a fuoco in Mediterraneo, riuscirono ad affondare soltanto un ridicolo numero di naviglio sottile inglese;

– nello stesso periodo la flotta subacquea, che al momento dell’entrata in guerra contava 112 battelli (di cui 40 oceanici), riuscì a colare a picco, nel Mediterraneo, solo 10 navi da guerra (nessuna più grande di un incrociatore leggero) e 15 navi mercantili (tra cui 3 motovelieri) al prezzo di 66 sommergibili perduti (improponibile il confronto con gli U-boote tedeschi, che tra il 1941 e il 1944 intervennero nel Mediterraneo con 62 battelli ed affondarono 37 navi da guerra – tra cui 2 portaerei e 1 corazzata – e 95 mercantili britannici);

– la Decima (reparto navale: assalto subacqueo e in superficie), tra il 1941 e il 1945, riuscì ad affondare o danneggiare 14 navi da guerra (tra cui 2 corazzate e 1 incrociatore pesante) e 30 mercantili, impiegando in tutto 297 operatori in 49 azioni (22 con i Siluri a Lenta Corsa, meglio conosciuti come “maiali”; 10 con i Motoscafi da Turimo Modificati; 17 con gli operatori Gamma).

 

La Storia

 

ll 10 giugno 1940, ovvero alla data dell’entrata in guerra, l’Italia possedeva tre Flottiglie MAS (1a, 2a e 3a), che disponevano in tutto di una cinquantina di motoscafi siluranti, quali quelli che avevano conseguito brillantissimi successi contro la flotta austroungarica nel corso della Prima Guerra Mondiale.

Ai mezzi di superficie della 1a Flottiglia venne presto affiancato un reparto di sommozzatori d’assalto, i quali pilotavano il siluro a lenta  corsa (SLC), nuovissima arma subacquea ideata dai Capitani del Genio Navale Teseo Tesei e Elios Toschi; detto siluro trasportava una testata esplosiva sganciabile di circa 300 Kg. che gli operatori potevano applicare sotto la chiglia di navi nemiche all’ormeggio per poi farla eplodere con un dispositivo a tempo. Questi congegni venivano trasportati in prossimità degli obiettivi da un sommergibile “avvicinatore”: tali furono l’Ambra, l’Iride, il Gondar e lo Scirè, dotati in coperta di tre appositi contenitori cilindrici a tenuta stagna, e il Grongo e il Murena, che, essendo di maggiori dimensioni, ne imbarcavano quattro.

Il reparto fu inoltre dotato dei barchini esplosivi (MTM), ovvero motoscafi con a prua una carica esplosiva (300 kg. di tritotal), che il pilota, ad una distanza di circa 500 metri dall’obiettivo, lanciava con il timone bloccato ad una velocità di circa 30 nodi prima di abbandonare il mezzo: urtando con la prua la fiancata della nave nemica, il barchino affondava, armando il detonatore della carica esplosiva in modo che lo scoppio avvenisse in profondità per produrre il maggior danno possibile al bersaglio.

Infine alla Flottiglia vennero assegnati i mini-sommergibili (o sommergibili tascabili d’assalto) CA, armati con 8 cariche esplosive da 100 kg. ciascuna, e CB, armati con due siluri da 450 mm., che operarono non solo nel Mediterraneo, ma anche in Finlandia (lago Ladoga) e nel Mar Nero in collaborazione con i barchini siluranti.

Le prime missioni compiute dalla Flottiglia, due contro Alessandria e due contro Gibilterra, non ebbero tuttavia successo per cause varie, tra cui l’impiego di mezzi non ancora sufficientemente collaudati o la mancata sorpresa.

Il 15 marzo 1941 il reparto venne riorganizzato e ribattezzato Xa  Flottiglia Mas (in riferimento alla X Legio di Giulio Cesare), sotto il comando del CF Vittorio Moccagatta e dal mese di settembre gli venne aggiunto il gruppo degli Operatori Gamma, formidabili atleti, che, nuotando per chilometri in superficie e in apnea, trasportavano a mano l’esplosivo destinato a minare le navi nemiche all’ormeggio nei porti.

Sia pure intervallati da qualche fallimento (attacco contro Corfù, terzo contro Gibilterra e, particolarmente grave, contro La Valletta, nel corso del quale trovarono la morte il Maggiore GN Teseo Tesei e il Comandante Vittorio Moccagatta, mancato attacco contro Haifa per l’affondamento dello Scirè), arrivò la strepitosa serie di successi elencati più sotto, che fecero scrivere al ricercatore statunitense James J. Sadkovich, nel suo “La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale”: “Se la Xa MAS fosse stata pienamente operativa nel giugno 1940, quando gli inglesi non disponevano ancora dell’Ultra, né di buoni sistemi di vigilanza nei porti di Alessandria, Gibilterra e La Valletta, la guerra probabilmente avrebbe avuto un esito assai diverso”.

Sopraggiunto l’infame e infamante 8 settembre 1943, il CF Junio Valerio Borghese, comandante della Flottiglia dal mese di maggio di quell’anno, scelse la via dell’onore, decidendo di continuare a combattere a fianco dell’alleato tedesco, col quale prese accordi in base ai quali ottenne il mantenimento delle uniformi, delle armi e della bandiera nazionale (ovviamente priva dello stemma savoiardo), nonché l’autonomia della Flottiglia stessa, e molti furono i sottordini che lo seguirono. Tutto questo prima della costituzione della Repubblica Sociale Italiana, nelle cui forze armate essa fu poi integrata.

Purtroppo, però, la componente navale della Marina, soprattutto in termini di mezzi, era ridotta a poche unità (la flotta era stata ceduta in blocco al nemico dai badogliani), ragion per cui il Comandante Borghese delineò un piano di riorganizzazione, ordinando alle industrie del Nord la produzione di un congruo numero di SSB (Siluro San Bartolomeo, versione migliorata del “maiale”), di MAS e di barchini siluranti e barchini esplosivi, ma di tutto ciò poté ottenere ben poco, in quanto la capacità produttiva di dette industrie era fortemente limitata dalla mancanza di materie prime e dai bombardamenti alleati.

Per contro la Flottiglia vide uno straordinario afflusso di volontari, che si arruolarono a migliaia (in realtà furono più di 20.000), per cui si decise di costituire con essi una grossa unità di Fanteria di Marina, che avrebbe combattuto in appoggio alle forze terrestri della Repubblica Sociale Italiana.

Tuttavia inizialmente furono create strutture organizzative a livello di battaglione, più facili da formare, rimandando la costituzione di unità a livello divisionale, che richiedeva tempi assai più lunghi e strutture molto più complesse.

Nacquero così le seguenti unità:

Battaglione Barbarigo: costituito a La Spezia nel novembre 1943 come “Battaglione Maestrale” su 4 compagnie e una batteria di cannoni, venne inviato a Cuneo, da cui rientrò a La Spezia nel gennaio 1944 ed assunse la definitiva denominazione. Combatté valorosamente sul fronte di Nettunia a fianco del 2350 Reggimento tedesco per arginare lo sbarco anglo-americano; fu poi in Piemonte, dove sbaragliò le bande ribelli del Canavese, costringendo i superstiti a riparare in territorio francese; sul Fronte Orientale, dove, nei pressi di Gorizia, combatté contro il IX Corpus titino partecipando all’epica battaglia della Selva di Tarnova; sul Fronte Sud, dove combatté contro reparti in uniforme inglese dell’esercito badogliano, catturando numerosi prigionieri. Si arrese a Padova il 29 aprile 1945 ad inglesi e neozelandesi, che gli resero l’onore delle armi.

Battaglione Freccia: costituito nel marzo 1944 a La Spezia su 3 compagnie (genieri, guastatori, ecc.), combattè in Piemonte e in Veneto contro le bande comuniste. Si arrese a Padova il 29 aprile 1945 ad inglesi e neozelandesi, che gli resero l’onore delle armi.

Battaglione Fulmine: costituito a La Spezia nel marzo 1944 su 2 compagnie (poi 3, quando gli venne assegnata la compagnia Volontari di Francia), a fianco di altri battaglioni della Xa, dell’esercito repubblicano e formazioni slave anticomuniste, combattè sul Fronte Orientale contro le bande titine e partecipò alla battaglia della Selva di Tarnova. Il 30 aprile 1945, a Schio, si arrese agli americani che gli resero l’onore della armi.

Battaglione Lupo: costituito a La Spezia nel gennaio 1944 su 5 compagnie, operò in Piemonte contro le bande ribelli e riconquistò Alba assieme ad altre unità della Xa, della Guardia Nazionale Repubblicana e delle Brigate Nere; combattè poi in Appennino lungo la Linea Verde contro gli invasori alleati; sul Fronte Orientale contro le bande titine; in Romagna sul Fronte del Senio contro gli invasori. Si sciolse il 29 aprile 1945.

Battaglione Valanga: costituito a Pavia il 29 settembre 1943 su 4 (poi 5) compagnie, fu inizialmente denominato “Tarigo”. Dislocato in Veneto assolse compiti di difesa costiera; trasferito in Piemonte, operò alla bonifica delle zone occupate dai ribelli; fu quindi inviato sul Fronte Orientale, a Vittorio Veneto e in Carnia, dove combattè per ripulire le zone occupate dai banditi italiani e slavi, partecipando alla battaglia della Selva di Tarnova; operò infine nel Veneto, in Cadore e a Bassano del Grappa, dove si sciolse il 28 aprile 1945.

Battaglione Sagittario: costituito a La Spezia nel marzo 1944 con giovanissimi volontari, combatté sulla Linea Verde e sul Fronte Orientale e partecipò ad azioni di rastrellamento dei banditi. Si sciolse il 2 maggio 1945.

Battaglione Nuotatori Paracadutisti: costituito a La Spezia il 27 ottobre 1943 su 5 compagnie di Nuotatori, Esploratori, Sabotatori, Arditi, Guastatori e Paracadutisti, operò in Veneto e sul Fronte Orientale contro i banditi italiani e slavi. I suoi “agenti speciali” svolsero ardite azioni di sabotaggio nelle zone occupate dal nemico, quali distruzioni di bacini idrici, dighe, ponti, centrali elettriche, ecc.; costituzione di teste di ponte in zone senza possibilità di approdo per mezzi navali; eliminazione di ostruzioni o di altre difese di portuali; azioni dirette contro il naviglio nemico in situazioni diverse da quelle specifiche della Xa MAS. Il 2 maggio 1945 ripiegò su Venezia, dove si arrese agli inglesi, che gli tributarono l’onore delle armi.

Brevettati Assaltatori:  incursori con capacità di muoversi e combattere in qualsiasi scenario, dall’alta montagna all’ambiente subacqueo.

Gruppo Artiglieria Colleoni: costituito a La Spezia nel marzo 1944 su 3 batterie, operò  in Piemonte contro i banditi, sul Fronte Orientale contro i titini e sul fronte del Senio contro i badogliani in uniforme inglese. Si sciolse a Padova il 30 aprile 1945, arrendendosi agli inglesi, che gli resero l’onore della armi.

Gruppo Artiglieria Da Giussano: costituito a La Spezia nel marzo 1944 su 3 batterie, operò in Piemonte in azioni antipartigiane, quindi in Veneto e sul Fronte Orientale. Si arrese a Thiene il 30 aprile 1945.

Gruppo Artiglieria San Giorgio:  fu costituito su 2 batterie nel marzo 1944 direttamente sul fronte di Nettunia, dove combattè in appoggio al Btg. Barbarigo e venne sciolto dopo la caduta di Roma. Ricostituito nel giugno 1944, operò in Piemonte partecipando alla presa di Alba e successivamente sul Fronte Orientale, prendendo parte alla battaglia della Selva di Tarnova. Rientrato in Veneto, si sciolse a Marostica il 29 aprile 1945.

Servizio Ausiliario Femminile: costituito a Roma l’1 marzo 1944 con giovani ragazze volontarie che svolgevano mansioni amministrative e che condivisero ovunque le sorti dei soldati. Il SAF della Xa era completamente autonomo dagli altri reparti femminili della RSI. Si sciolse a Venezia il 30 aprile 1945.

Il 1° maggio 1944 fu quindi creata la Divisione di Fanteria di Marina “Decima” (da non confondersi con la Divisione di Fanteria di Marina San Marco, facente parte dell’Esercito Nazionale Repubblicano) su tre reggimenti:

– 1° (“San Marco” – fanteria di marina), formato dai battaglioni “Barbarigo”, “Lupo”, “Nuotatori Paracadutisti”;

– 2° (“Scirè” – fanteria di marina), comprendente i battaglioni “Fulmine”, “Sagittario” e “Valanga”;

– 3° (“Condottieri” – artiglieria), composto dai gruppi “San Giorgio”, “Alberto da Giussano” e “Colleoni”.

Oltre ai reparti “indivisionati” sopra menzionati, la “Decima” contò anche una notevole quantità di reparti “non indivisionati”. Essi furono:

– Btg. Ardimento: costituito a La Spezia nel febbraio 1944 per l’addestramento del personale dei mezzi d’assalto della marina, fu successivamente spostato a Piacenza per operazioni terrestri. Solo nel settembre-ottobre 1944, con l’arrivo a Piacenza della 36a Brigata Nera di Lucca fu sollevato da questi compiti e si spostò sul Garda ove riprese le sue funzioni originarie. Là si sciolse il 27 aprile 1945.

– Btg. Longobardo: si costituì a Bordeaux con giovani volontari, figli di italiani emigrati in Francia. Molti non parlavano neppure italiano ma vollero arruolarsi per riscattare l’onore d’Italia, la Patria dei genitori. Accolti dal Comandante Enzo Grossi, furono inquadrati, addestrati e, nel  settembre 1944, inviati in Italia, salvo un piccolo contingente che rimase come presidio aggiuntivo alla base Betasom. Anche se definito battaglione, in realtà la sua consistenza era quella di una compagnia. Giunti a Venezia vennero aggregati prima al Btg. Barbarigo e, dopo una settimana, al Btg. Fulmine col nome di “3a  Compagnia Volontari di Francia”. Solo alcuni, smaniosi di poter subito combattere, si arruolarono nelle SS italiane.

– Btg. Pegaso: costituito a Montecchio Maggiore (Vicenza) nel gennaio 1945 per provvedere alla difesa del Sottosegretariato di Stato per la Marina, là si sciolse il 28 aprile 1945.

– Btg. Risoluti: costituito a Genova nel marzo 1944, ebbe compiti di difesa costiera, di pattugliamento e di lotta antipartigiana. Fornì anche dei complementi al Btg. Lupo e al Btg. Barbarigo, al quale traferì una intera compagnia. Cessò di esistere il 26 aprile 1945, parte a Genova e parte a Milano.

– Btg. San Giusto: costituito a Trieste nel dicembre 1944 per volere esplicito del Comandante Borghese al fine di riaffermare l’italianità di quella città, ne fu presidio  e svolse compiti di difesa costiera fino al 30 aprile 1945.

– Btg. Serenissima: si costituì a Venezia nel febbraio 1944 con tutto il personale di Marina di quella base ed ebbe compiti di difesa delle opere e delle infrastrutture. Fornì anche una compagnia al Btg. Valanga, la quale subì gravi perdite durante la battaglia della Selva di Tarnova. Si sciolse il 3 maggio 1945.

– Btg. Vega: costituito nel maggio 1944 a Montorfano (Como), fungeva da deposito di personale e materiale del Btg. N.P. e organizzava corsi per nuotatori e pionieri. Si sciolse il 26 aprile 1945.

– Btg. Scirè: costituito ad Arona con ex sommergibilisti nel maggio 1944, fu adibito alla protezione della Scuola per Arditi dei Mezzi d’Assalto di Sesto Calende. Sostenne combattimenti ed ebbe perdite. Si sciolse il 30 aprile 1945.

– Gruppo Contraereo “Q”: costituito a Gavirate nel febbraio 1945 operò a Lonate in difesa dello Stato Maggiore della Marina e a Milano. Aveva il compito di proteggere le autocolonne. Si sciolse a Milano il 26 aprile 1945.

– Distaccamento Umberto Cumero: costituito nel marzo 1944, protesse la FIAT su richiesta dell’Ing.Valletta. Nell’ottobre 1944 fu assorbito dal Distaccamento Torino.

– Distaccamento Milano: nato nel giugno 1944 con funzioni di centro di reclutamento, accolse il Comando della Decima, con lo stesso Borghese, quando detto comando fu spostato da La Spezia a Milano. Allora assunse le dimensioni di un battaglione. Si sciolse, dopo il saluto di Borghese, il 26 aprile 1945.

– Distaccamento Roma: nacque praticamente nel settembre 1943 con le consegne di Maridist dalla Regia Marina alla Marina Repubblicana. Fungeva da comando tappa della Decima, nonché da supporto logistico per il Btg. Barbarigo e per i Mezzi d’Assalto. Il 4 giugno 1944 ripiegò al Nord.

– Distaccamento Torino: naque nel giugno 1944, quando la Decima fu spostata in Piemonte. Nell’ottobre, con la confluenza del “Cumero” assunse le dimensioni di un battaglione. Fu utilizzato contro le bande partigiane, sostenne molti combattimenti e subì gravi perdite. Rimasto a Torino, si difese fino al 30 aprile 1945. Sopraffatto dai partigiani, ebbe trucidati gran parte dei suoi uomini.

– Compagnia Adriatica: costituita a Ravenna nel dicembre 1944 con tutto il personale di Marina di quella città, al comando del TV Giannelli, fu successivamente inviata in Istria. Si sacrificò quasi tutta nella difesa di Cherso. Cessò di esistere il 3 maggio 1945.

– Compagnia D’Annunzio: si costituì a Fiume nel maggio 1944 e fu l’estremo avamposto della Decima sui confini orientali. Si sacrificò quasi tutta nella difesa di Fiume. I superstiti, arresisi ai titini il 2 maggio 1945, furono deportati in Jugoslavia e solo pochissimi rientrarono nel 1947.

– Compagnia “Mai Morti”: si costituì a Trieste nell’ottobre 1943. Operò a Novara, a disposizione del Capo di quella Provincia, ma nell’aprile 1944 il Comandante Borghese la fece rientrare a La Spezia e poco dopo la sciolse. Gli uomini giudicati validi andarono a costituire il primo nucleo del Btg. Sagittario. Qualcuno fu congedato.

– Compagnia Operativa “O”: nacque a La Spezia nel luglio 1944 con il compito di tenere sotto controllo l’entroterra spezzino. Nel mese di dicembre, seguì lo spostamento del comando Decima a Milano ed entrò a far parte del Distaccamento Milano.

– Compagnia Nazario Sauro: si costituì a Pola col personale del Rgt. San Marco che era rimasto in loco. Operò contro le bande slave e a difesa della base dei sommergibili CB. Difese Pola fino al 3 maggio 1945, sacrificandosi fino all’ultimo uomo.

 

Le prede in mare

 

Baia di Suda (Creta), 26 marzo 1941: affondamento dell’incrociatore pesante inglese York (8250 t) e grave danneggiamento della nave cisterna Pericles (8324 t) e di altri due bastimenti; operazione condotta con i barchini esplosivi;

Gibilterra, 10 settembre 1941: affondamento della cisterna militare Denbydale (15.900 tsl), della motonave Durhan (11.000 tsl) e della cisterna Fiona Shell (2.500 tsl); operazione condotta con i SLC;

Alessandria, 18 dicembre 1941: grave danneggiamento e messa fuori combattimento delle corazzate inglesi Queen Elizabeth (33.550 t.) e Valiant (32.600), del cacciatorpediniere Jervis (1.700 t.) e della nave cisterna Sagona (10.000 tsl); operazione condotta con i SLC;

Sebastopoli (Mar Nero), tra il 18 giugno e l’1 luglio 1942: affondamento o danneggiamento della motonave russa n. 1 (13.000 tsl), 1 trasporto munizioni e 3 imbarcazioni armate, sommergibile SC-214, sommergibile SC-32, incrociatore russo Molotov (10.000 t.), 1 motovedetta; operazioni condotte con barchini esplosivi e  sommergibili tascabili CB;

El Daba (Egitto), 22 agosto 1942: danneggiamento e messa fuori combattimento definitiva del cacciatorpediniere inglese Eridge (1.700 t.); operazione condotta  con i barchini esplosivi;

Gibilterra, 14 luglio 1942: danneggiamento dei piroscafi Metà (1.575 tsl), Shuma (1.494 tsl), Empire Snipe (2.497 tsl) e Baron Douglas (3.899 tsl); operazione condotta dagli Operatori Gamma;

Gibilterra, 15 settembre 1942: affondamento del piroscafo Raven’s Point (1.900 tsl); operazione condotta dagli Operatori Gamma;

Algeri, 12 dicembre 1942: affondamento dei piroscafi Ocean Vanquisher (7.147 t) e Berto (1.493 t); danneggiamento dei piroscafi Empire Centaur (7041 t), Armattan (6.587 t) e piroscafo USA n. 52; operazione condotta con i SLC e da Operatori Gamma;

Gibilterra, 8 maggio 1943: grave danneggiamento dei tre piroscafi Pat Harrison (7.000 tsl), Mashud (7.500 tsl) e Camerata (4.875 tsl); operazione condotta con i SLC;

Alessandretta (Turchia), 30 giugno 1943: affondamento del piroscafo Orion (7.000 tsl); operazione condotta da Operatori Gamma;

Mersina (Turchia), 9 luglio 1943; danneggiamento del piroscafo Kaituna (5.000 tsl); operazione condotta da Operatori Gamma;

Alessandretta (Turchia), 1 agosto 1943: affondamento del piroscafo Fernplant (7.000 tsl); operazione condotta da Operatori Gamma;

Gibilterra, 4 agosto 1943: affondamento della petroliera Thorshov (10.000 tsl) e dei piroscafi Stanridge (6.000 tsl) e Harrison Gray Otis (7.000 tsl); operazione condotta con i SLC;

Mar Nero, 26 agosto 1943: affondamento del sommergibile russo SC-203; operazione condotta dal sommergibile tascabile CB 4;

Taranto, inizio 1944: affondamento di un cacciatorpediniere alleato e danneggiamento di un altro; operazione condotta da NP del Gruppo Vega, rimasta sempre occultata e della quale non sono noti dati precisi;

Nettunia, maggio 1944: affondamento di un mercantile da 7.000 tsl, della nave pattuglia USS PC 545 e della nave sbarco carri LST 305; operazioni compiute da Mas:

Oneglia, 16 aprile 1945: danneggiamento e definitiva messa fuori combattimento del cacciatorpediniere francese Trombe (1.900 t.); operazione compiuta da un barchino silurante e da un barchino esplosivo.

Complessivamente: 14 unità da guerra per oltre 100.000 t, 30 bastimenti per circa 174.600 tsl.

Per le attività svolte il reparto fu decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare.

 

I Comandanti

 

– da marzo 1941 a luglio 1941: CF Vittorio Moccagatta, sommergibilista, partecipò all’attacco alla Baia di Suda e a quello di La Valletta, in occasione del quale trovò la morte. Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria.

– da luglio 1941 a ottobre 1941 (comando interinale): CC Junio Valerio Borghese (V. sotto).

– da ottobre 1941 a maggio 1943: CF Ernesto Forza, sommergibilista, prese parte alla battaglia del Canale di Sicilia nel corso della quale, al comando di un Mas, affondò col siluro una nave da guerra nemica. Medaglia d’Oro al Valor Militare a vivente.

– da maggio 1943 ad aprile 1945: CF Junio Valerio Borghese, sommergibilista, partecipò all’impresa di Alessandria del 1941 come comandante del sommergibile avvicinatore Scirè e all’operazione Adler del 1944. Nel dopoguerra fondò il Fronte Nazionale. Medaglia d’Oro al Valor Militare a vivente.

 

Il Medagliere

 

35 Medaglie d’Oro al Valor Militare

– 200 Medaglie d’Argento al Valor Militare

– 154 Medaglie di Bronzo al Valor Militare

– 275 Croci di Guerra al Valor Militare

– 122 Encomi solenni

 

Per concludere, due note.

Nella primavera del 1943 era in avanzata fase di preparazione, da parte della Xa, un attacco a New York: il sommergibile oceanico Leonardo da Vinci, opportunamente attrezzato con l’eliminazione del cannone in coperta, avrebbe dovuto trasportare fino alla foce dell’Hudson un sommergibile tascabile CA, il quale, con bordo Operatori Gamma, avrebbe poi dovuto risalire il fiume e minare navi all’ormeggio nel porto (secondo alcune fonti) o grattacieli in risposta ai bombardamenti alleati sulle città italiane (secondo altre fonti). Erano inoltre allo studio analoghe azioni contro Città del Capo e contro Freetown. L’attacco fu rinviato in seguito alla perdita al largo della Spagna del Leonardo da Vinci, che nel rientrare a Betasom da una missione nell’Atlantico Meridionale nel corso della quale aveva ottenuto una strepitosa serie di vittorie, fu affondato con bombe di profondità da unità nemiche il 23 maggio 1943. I suddetti progetti vennero poi abbandonati in conseguenza degli eventi che portarono alla resa incondizionata nel mese di settembre.

Durante la guerra in Italia, il governo fantoccio dello Stato fantoccio cosiddetto “Regno del Sud” (totalmente controllato dagli Alleati e progenitore dell’attuale repubblica), organizzò una misera imitazione della Xa, denominandola “Mariassalto” e ponendola al servizio del nemico. A conferma che il predetto Stato fantoccio combatteva contro l’Italia, le uniche due imprese – del tutto inutili – compiute in mare da tale formazione furono infatti il minamento e l’affondamento dell’incrociatore pesante Bolzano e il danneggiamento del cacciatorpediniere Grecale (entrambe le unità si trovavano ai lavori, in quanto già danneggiate) nel porto di La Spezia il 21 giugno 1944 e l’affondamento della portaerei Aquila (unità in costruzione) nel porto di Genova il 19 aprile 1945.

Giuliano Scarpellini

 

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